caponata siciliana

Pane e Caponata siciliana

Pane condito con la pietanza siciliana in assoluto più conosciuta ed apprezzata: “la caponata”.
La caponata composta da un insieme di ortaggi fritti (per lo più melanzane), conditi con sugo di pomodoro, sedano, olive e capperi in salsa agrodolce.
Il nome sembra derivare dal "capone", nome con il quale in alcune zone della Sicilia viene chiamata la Lampuga, un pesce dalla carne pregiata ma piuttosto asciutta che veniva servito nelle tavole dell'aristocrazia condito con la salsa agrodolce tipica della caponata.
Si ipotizza che i contadini siciliani, non potendo permettersi il costoso pesce, nel tempo iniziarono a sostituirlo con le più economiche melanzane.
Qualcuno sostiene che il nome del piatto derivi in realtà dal latino “cauponae” indicante le taverne dei marinai romani o alla parola latina "caupona", ossia taverna od ostessa, ed all’aggettivo "cauponia", venendo così a significare "cibo da taverna".

Seguendo una tale interpretazione, si ritiene che la caponata sia fatta di "cose varie" ed, anche al di là dalla stagionalità degli ortaggi, è possibile ipotizzare l’esistenza di due grandi formule di caponate: quella a base di verdure (dei poveri) e quella a base di pesce (dei ricchi).


Capunata di milinciani

Pi fari un beddu piattu di capunata si tagghianu sei milinciani longhi, cu tutta la scorcia, a tucchetti, e si friinu nna 'na padedda granni, cu ogghiu quantu abbasta, a culuri d'oru. Si mettinu nna un piattu e, livannu un pocu di l'ogghiu di frittura, nna chiddu chi arresta pi suffriiri li civa di dui o tri acci, tagghiati a listiceddi e 'na cipudda tagghiata fina. Si cci agghiunci un cuppinu di sarsa di pumadoru friscu, mezzu bicchieri d'acitu, un cucchiarinu di zuccaru, e un beddu pizzicu di sali. S'arrimina e si fa cociri a focu lentu 'na dicina di minuti. Si mettinu allura nna 'na padedda, li milinciani fritti, dui cucchiarati di chiappari sutt'acitu, un pugnu d'alivi virdi, sculati e disussati: si lassanu 'nsapuriri tutti cosi pi cincu minuti. Si mancia fridda, mittennucci 'ncapu mennuli atturrati a pizzuddi.


Caponata di melanzane

Tagliate sei melenzane lunghe a cubetti piccoli e, senza sbucciarle, friggetele sino a dorarle in una larga padella con una giusta misura d'olio. Scolatele e tenetele in caldo. Nell'olio rimasto, soffriggete le costole interne di due tre sedani tagliate a piccoli asticciole lunghe due o tre centimetri, con una cipolla finemente tritata. Aggiungete un mestolo di salsa di pomodoro fresco, mezzo bicchiere circa d'aceto, un cucchiaio di zucchero e un bel pizzico di sale, mescolate e lasciate cuocere a fuoco moderato per dieci minuti. Versate nella padella le melenzane fritte insieme a due cucchiai di capperi sott'aceto e ad un pugno di olive bianche in salamoia, scolate e snocciolate. Lasciate insaporire per qualche minuto. La caponata si serve fredda e può completarsi con mandorle abbrustolite tritate.