Arancino

Arancino o Arancina

Un gustoso timballo di riso, avvolto da una panatura croccante, condito con carne e sugo e fritto. Ottimo da assaporare ovunque voi siate grazie alla possibilità di mangiarlo con le mani. Vero e proprio must della cucina siciliana è la gioia di chi ama la tradizione e desidera un cibo sfizioso, tipo finger food, ma capace di riempire la pancia. Molto amato anche da un noto personaggio letterario, Montalbano, da il titolo a uno dei suoi innumerevoli racconti.

L’arancina nasce nel periodo della dominazione saracena in Sicilia, quando durante i banchetti esisteva l’abitudine di disporre al centro della tavola un ricco vassoio di riso aromatizzato allo zafferano e condito con verdure e carne. La prima versione dell’arancina, quindi, è quella di un semplice timballo di riso, da gustare a piene mani e privo del pomodoro che, all’epoca, doveva ancora essere importato dalle Americhe. L’idea di dare a questa deliziosa ricetta una nota di croccantezza e la classica forma tondeggiante, deriva invece da un’esigenza pratica: pare infatti che il sovrano Federico II amasse a tal punto questo piatto, da volerselo portare dietro durante le battute di caccia. È a questo punto che nacque la fragrante panatura dell’arancina o arancino, ideale per rendere trasportabile quel delizioso timballo di riso!

Sono secoli che esiste la diatriba sul nome di questo piatto (Arancino a Catania e Arancina a Palermo). Lo storico palermitano Gaetano Basile si è voluto esprimere a riguardo. Secondo Basile, infatti, il nome di questa ricetta deriverebbe dalla somiglianza morfologica delle saporite palle di riso con le arance, anch’esse simbolo della cucina sicula. Per tale ragione, afferma lo storico, non ci sono dubbi nel dire che il vero nome di questo piatto sia arancine. Ed effettivamente, la somiglianza tra gli/le arancini/e e il succoso frutto sono evidenti. Ma Basile, sulla esatta origine del nome arancina o arancino, fornisce una precisa spiegazione. “Il termine femminile palermitano “arancina” secondo alcuni studiosi di semiologia, sarebbe conseguenza della prima apparizione della pianta domestica a Palermo, portata dai portoghesi nel XV secolo. Difatti le arance della Conca d’Oro (Piana vicino a Palermo) si chiamano ancora oggi Portogallo (in dialetto “Portualli”) e il frutto fu battezzato, giustamente, al femminile traendolo dal portoghese laranja.”(*)

Il termine maschile catanese “arancino” trae invece le sue origine non dalle arance portoghesi ma dalla pianta dell’arancio amaro (in dialetto “Aranciu”) giunto a noi grazie ai Saraceni ma non commestibile e usato solo per preparati di tipo medicale.

(*)tratto dal libro “Piaceri e misteri dello street food Palermitano”di Gaetano Basile.